SCHELETRO

Tavola XXXV: scheletro.

 

1) Ossa delle dita dell'arto pelvico

 

2) Ossa metatarsali

 

3) Ossa del tarso

 

4) Fibula

 

La fibula è un osso dell'arto pelvico orientato verticalmente che decorre parallelamente alla tibia. Si articola alle estremità superiore e inferiore con la tibia (articolazioni tibioperonale superiore e inferiore). Nella apofisidella estremità distale di quest'osso si innestano i uscoli peronei.

 

5) Tibia

 

la tibia è la più larga delle due ossa degli arti inferiorial di sotto del ginocchio. Prismatico, più largo nella parte superiore (articolazione del ginocchio), più ristretto nel terzo inferiore. Si dilata lievemente nella parte distale. Si articola superiormente con il femore e la patella (o rotula), lateralmente con il perone, mentre inferiormente, insieme alla porzione distale del perone, si articola con l'astragalo e forma l'articolazione.

 

6) Ossa sesamoidi dei muscoli gastrocnemi

 

Si tratta di piccole ossa alloggiate nello spessore dei tendini in prossimità dell'articolazione del ginocchio. Hannoil compito di sollevare i tendini rendendo meno acuto l'angolo d'inserzione.

 

7) Femore

 

Il femore è un osso dell'arto pelvico situato nella coscia e che costituisce parte dell'articolazione dell'anca (coxofemorale) e del ginocchio (femorotibiorotulea). Il femore è sede d'inserzione per molti muscoli della coscia. Anatomicamente viene diviso in un corpo, un'epifesi prossimale ed una distale. L'epifesi prossimale è voluminosa e composta da una zona articolare ed una non articolare: la prima costituita dalla testa del femore e segnata dal solco per l'inserzione legamento rotondo, la seconda costituita da due processi detti trocantere e trocantino. Il trocantere è posto lateralmente e percorso dalla doccia trocanterica che lo divide in sommità e convessità del trocantere. Il trocantino si trova sul lato mediale, sotto la testa e il collo femorale ed è raggiunto dalla linea intertrocanterica che si diparte dal trocantere. L'epifisi distale presenta una superficie articolare costituita da una troclea (che si articola con rotula e presenta due labbri separati) in avanti e da due condili all'indietro (divisi dalla fossa intercondiloidea). La parola femore deriva dal latino femur (coscia).

 

8) Rotula (patella)

 

La rotula, o patella, è un grosso sesamoide di forma ovalare e schiacciato craniocaudalmente, posto nel solco trocleare del femore e compreso nel tendine d'inserzione del muscolo quadricipite femorale. I lati della rotula si prolungano nella fascia femorale mediante le fibrocartilagini parapatellari mediale e laterale (che si incontrano dorsalmente), aiutando a prevenire la dislocazione della patella. La rotula è mantenuta nella troclea del femorein particolar modo dalla fascia lata e da quella mediale del femore, supportate in questa loro funzione dai legamenti femoropatellari laterale e mediale: il laterale va dal bordo laterale della rotula alla fabella posta nel capo laterale del muscolo gastrocnemio, il mediale si fonde con il periostio dell'epidicondilo mediale del femore.
La rotula si sposta sulla troclea come su di un binario ed è sottoposta a due forze: la forza esercitata dal quadricipite femorale e la forza che è la reazione del tendine rotuleo. Poichè queste forze non sono vettorialmente parallele, esiste una forza risultante che per direzione tende a far fuoriuscire la rotula dal suo binario trocleare. Ciò però non avviene perché una robusta cresta rotulea interna trattiene la rotula, le fibre interne del quadricipite sono molto solide, e perché la faccetta esterna della troclea serve da "paraurti" alla rotula.

 

9) Osso coxale

 

L'osso coxale è costituito da tre ossa: ileo, ischio e pube. L'ileo è posto anteriormente all'ischio che è ad esso intimamente saldato. Queste due ultime sono saldate con le due controlaterali. Il coxale svolge un ruolo sia di sostegno che di propulsione in quanto l'energia sviluppata dai ,muscoli si trasforma in forza propulsiva che viene trasmessa dal coxale fino alla colonna vertebrale. In tal modo il corpo riceve una spinta in avanti.

 

10) Osso sacro

 

L'osso sacro è un osso impari e simmetrico che appartiene alla colonna vertebrale. E' formato da tre vertebre saldate tra loro ed è in stretto contatto con i muscoli (glutei, psoas, ecc.) che servono a trasmettere l'impulso ricevuto dal posteriore. La sua superficie dà inserzione al muscolo piriforme, al muscolo iliaco ed altri.

 

11) Vertebre coccigee

 

12) III° vertebra lombare

 

13) X° vertebra toracica

 

14) VIII° costola

 

15) Cartlagini costali

 

16) Sterno

 

Lo sterno è un osso convesso situato nella parte inferiore del torace. Il suo grado di convessità e forma sono legati alla razza. In via generale è costituito da tessuto osseo vascolarizzato ed è formato da tre parti: il manubrio, il corpo e il processo dello sterno. Lo sterno è collegato alle costole tramite struttura cartilaginea. La sua funzione è la protezione meccanica dei polmoni e del cuore.

 

17) II° costola

 

18) Omero

 

Osso lungo costituente lo scheletro del braccio. E' costituito da un corpo (o diafisi) e da due estremità dette epifisi distale e prossimale. L'epifisi prossimale si articola con la cavità glenoidea della scapola a costituire l'articolazione scapolomerale e l'ulna e radio dell'avambraccio.

 

19) Scapola

 

La scapola è un osso della spalla piatto e di forma triangolareggiante, posto in vicinanza dell'estremità anteriore dello sterno e che rimane sospesa tra vari muscoli (perché non in continuità con altre ossa). Il suo punto di ancoraggio allo scheletro è dato dai muscoli che si portano sulle prime vertebre toraciche (II° III° e IV° vertebra toracica). Il trapezio è quindi l'ammortizzatore di quella parte della massa del cane che si scarica sull'arto toracico.
L'osso presenta una conformazione chiamata "spina" che divide la faccia scapolare esterna in due porzioni chiamate fossa infraspinata e sovraspinata. La parola "fossa" indica che si tratta di una depressione (dalla quale originano i muscoli omonimi infraspinato e sovraspinato).

 

20) VI° vertebra cervicale

 

21) Ossa delle dita dell'arto toracico

 

22) IV° vertebra cervicale

 

23) Epistrofeo

 

L'epistrofeo è considerata una vertebra anormale rispetto al resto della colonna vertebrale e che si distingue per la presenza del processo odontoideo (dente che si forma durante l'embriogenesi a carico del corpo dell'atlante) che si proietta cranialmente dalla superficie posteriore del corpo vertebrale. Il processo odontoideo è l'asse attorno al quale ruota l'atlante per i movimenti laterali. La testa e l'atlante quindi si muovono solidamente attorno al perno costituito dal processo odontoideo: la faccia anteriore del dente si articola con la faccia posteriore dell'arco dell'atlante, quella posteriore con la faccia anteriore del robusto legamento traverso dell'atlante.

 

24) Atlante

 

E' la prima vertebra cervicale che presenta ampie pleuroapofisi con i forami trasversari ai lati dell'arco neurale e, più medialmente e cranialmente, i due forami accessori per l'arteria vertebrale; ben evidenti le faccette articolari per l'articolazione sia con l'epistrofeo sia con i condili occipitali del cranio. Superiormente si articola con l'osso occipitale mettendo in comunicazione il cranio con il collo. Assieme all'epistrofeo forma l'articolazione che connette il cranio alla colonna vertebrale.

 

25) Osso parietale

 

E' un osso pari, quadrangolare ed incurvato a concavità verso il basso e medialmente: i due parietali si uniscono fra loro nella linea mediana mentre si articolanoin avanti con l'osso frontale, indietro con l'osso occipitale, lateralmente con la squama e la parte mastoidea dell'osso temporale e con l'ala dello sfenoide. L'osso parietale presenta una faccia endocranica ed una esocranica. La faccia endocranica è concava e presenta impressioni sulla superficie encefalica e solchi per i vasi meningei medi. Lungo il margine superiore si trova una depressione che costituisce il solco sagittale. Il margine superiore è dentellato e si ingrana con quello del lato opposto nella sutura sagittale. Il margine inferiore presenta un margine squamoso (per l'articolazione con la squama del temporale).

 

26) Mandibola

 

E' un osso impari, mediano e simmetrico che si articola con l'osso temporale ed accoglie nell'arcata alveolare i denti inferiori. Ha la forma di un ferro di cavallo con concavità posteriore ed è composto da due rami che fanno seguito all'estremità posteriore. Il margine superiore è il processo alveolare in cui sono scavati gli alveoli dentali.

 

27) Osso mascellare

 

E' un osso che contribuisce alla formazione delle cavità orbitarie, nasali e buccale. E' costituito da una capsula ossea che circoscrive un'ampia cavità, il seno mascellare.

 

28) Ulna

 

Osso lungo che, insieme al radio, costituisce l'avambraccio. Si articola con il radio (distalmente) e con omero e radio in maniera prossimale. nella parte anteriore presenta una cresta longitudinale ove si ancora il muscolo flessore profondo delle dita. L'estremità superiore dell'osso termina con l'olecrano.

 

29) Radio

 

Osso lungo che, insieme all'ulna, costituisce l'avambraccio. Si articola tra omero, ulna e carpo. E' posto parallelamente all'ulna con la quale si articola medialmente e distalmente (mentre solo distalmente con il carpo). L'estremità prossimale è chiamata "testa" mentre il suo contorno (zona d'inserzione tra ulna e radio) "capitello". La faccia superiore del capitello presenta una concavità che alloggia il condilomediale dell'omero. Al di sotto si trova una tuberosità ove s'inserisce il muscolo bicipite brachiale. L'estremità distale è la sede dell'articolazione carpale (alloggiamento dello scafosemilunare del carpo).

 

30) Ossa del carpo

 

31) Ossa metacarpali

 


MUSCOLATURA SUPERFICIALE

Tavola XXXVI: muscolatura superficiale.

 

1) Muscolo semitendinoso

 

Il muscolo semitendinoso nasce dalla tuberosità dell'ischio per poi scendere verso il lato mediale della coscia e, sotto l'articolazione del ginocchio, passa in una lamina tendinea di cui un fascio va ad inserirsi sulla cresta della tibia mentre il rimanente passa nella fascia della gamba. Appartiene al gruppo dei muscoli posteriori della coscia e manca del capo vertebrale. Questo comporta la formazione di una depressione (fossa ischiorettale) posta lateroventralmente alla base della coda nella parte più cudale della regione glutea. La vascolarizzazione prossimale deriva dall'arteria glutea caudale mentre quella distale deriva da una branca distale dell'arteria femorale caudale.

 

2) Muscolo bicipite femorale

 

Il bicipite femorale è il muscolo adduttore che collega la tibia al femore, consentendo di alzare la parte inferiore dell'arto. Questo movimento non comporta altro carico che il sollevamento dell'arto. Occupa la regione posteriore della coscia ed è composto da due capi, uno profondo ed uno superficiale. I due capi convergono in un unico ventre che si inserisce sulla testa della fibula, sul condilo laterale della tibia e sulle parti contigue della faccia della gamba.

 

3) Muscolo tensore della fascia lata

 

Muscolo che nasce dalla tuberosità laterale dell'anca. Distalmente si allarga a ventaglio inserendosi alla fascia lata che, con un suo sdoppiamento, ne riveste le due facce. Il tratto di fascia lata che gli fa seguito si inserisce sulla rotula e sulla cresta della tibia.

 

4) Muscolo gluteo superficiale

 

Muscolo che ha forma di ventaglio e presenta il margine superiore incavato. Gli estremi di questo margine sono rappresentati dal capo iliaco (che origina dalla tuberosità laterale dell'anca insieme al muscolo tensore della fascia lata) e dal capo sacrale (che nasce dalla linea spinosa del sacro). Per il rimanente origina dalla fascia glutea (continuazione caudale dell'aponeurosi del muscolo gran dorsale). Le fibre convergono in un tendine appiattito che si inserisce sulla prominenza ossea dell'estremità superiore del femore ed in parte sulla fascia lata. Termina sulaa tuberosità glutea.

 

5) Muscolo gluteo medio

 

Appartiene ai muscoli glutei. Possiede un capo piramidale che origina dalla fascia lombodorsale. Arriva fino a livello della prima vertebra lombare. Il muscolo nasce inoltre dalla faccia esterna dell'ala iliaca, dai legamenti sacroiliaco e sacroischiatico, dalla parte vicina del sacro e dalla fascia glutea. L'imponente massa muscolare si ripiega alquanto sul margine laterale dell'ala iliaca per raggiungere la prominenza ossea dell'estremità superiore del femore dove si fissa con un tendine. Fasci muscolari proseguono anche posteriormente alla prominenza ossea dell'estremità superiore del femore, costitutendo un fascio del gluteo medio.

 

6) Muscolo sartorio

 

E' un muscolo che attraversa obliquamente la coscia dall'alto in basso. Il muscolo sartorio origina dalla spina iliaca ventrocraniale (o tuberosità dell'anca) ed è completamente diviso in due lamine che si portano una nella rotula (sartorio rotuleo) e una nella faccia mediale della tibia (sartorio gambale).

 

7) Muscolo obliquo interno dell'addome

 

E' un muscolo largo che copre il muscolo obliquo esterno. Si estende dall'ileo alle ultime costole fino alla piega dell'inguine. Si compone di una porzione carnosa e una aponeurotica. La porzione carnosa prende origine dall'arcata inguinale, sulla spina iliaca ventrocraniale e sulla cresta iliaca. La porzione aponeurotica termina sulle ultime cartilagini costali, su tutta l'estensione della linea bianca e infine sul tendine prepubico.

 

8) Muscolo obliquo esterno dell'addome

 

E' un muscolo che si muove lungo la parete anterolaterale della cassa toracica e dell'addome. In alto si inserisce sulle ultime costole per mezzo di otto digitazioni carnose. A partire da qui si allarga. Si porta sul processo dello sterno, sulla cresta iliaca, sull'osso iliaco e sul tubercolo pubico. E' innervato da nervi intercostali e da parte di nervi del plesso lombare. La sua contrazione ha effetto sulla parete addominale e sulla gabbia toracica, contribuendo alla dinamica respiratoria (espirazione). In caso di contrazione unilaterale determina una flessione dello scheletro assiale e della cassa toracica dallo stesso lato, in caso di contrazione contemporanea del muscolo obliquo esterno destro e sinistro (con bacino fisso) determina una flessione del tronco verso il basso coadiuvando il muscolo retto dell'addome. In visione l'aponeurosi che è la sottile fascia fibrosa che ricopre ed avvolge il muscolo e che va a continuarsi nel tendine per assicurare al muscolo l'inserzione ossea.

 

9) Muscolo gran dorsale

 

Appartiene ai muscoli della regione dorsolombare. E' di forma triangolareggiante, assai largo e copre la regione del dorso, quella lombare ed in parte costale. La sua base è in rapporto con il rachide, mentre l'apice s'impegna tra la spalla e la parete toracica per raggiungere la faccia mediale dell'omero. presenta una porzione aponeurotica molto estesa che appartiene alle regioni dorsale e lombare ed una porzione carnosa che ricopre in parte la regione costale. Il muscolo gran dorsale prende origine mediante la sua aponeurosi, sul legamento sovraspinoso e sulla sommità dei processi spinosi toracici e lombari, arrivando caudalmente fino all'angolo dell'anca dove si continua con la fascia glutea. Quest'ultima rappresenta la fascia di origine del muscolo gluteo superficiale. Da questa aponeurosi prendono inserzione i fasci carnosi che convergono verso la regione costale per terminare con un tendine sul tubercolo dell'omero.

 

10) Muscolo retto dell'addome

 

E' uno dei muscoli che formano la parete addominale anteriore. le fibre muscolari si inseriscono con un tendine al margine superiore del pube. Indietreggia le costole (muscoli espiratori), flette il torace sulla pelvi o viceversa.

 

11) Muscolo pettorale profondo

 

Il muscolo pettorale profondo è il più grande dei muscoli pettorali e copre la maggior parte dello sterno raggiungendo anche la parte addominale. prende origine dalla faccia ventrale dello sterno. La terminazione avviene principalmente sui due tubercoli omerali.

 

12) Parte toracica del muscolo trapezio

 

Il muscolo trapezio è allocato nella regione nucale e nella parte dorsale del torace. Viene comunemente diviso in due parti. Partecipa ai complessi movimenti della scapola (spalla). Il muscolo trapezio è l'ammortizzatore di quella parte del peso del cane che si scarica sull'arto toracico. In visione la porzione toracica.

 

13) Porzione cervicale del muscolo trapezio

 

Il muscolo trapezio è allocato nella regione cervicale e nella toracica. Viene comunemente diviso in parti. La parte cervicale origina dalla zona nucale (prime vertebre toraciche). Partecipa ai complessi movimenti della scapola (spalla). Il muscolo trapezio è l'ammortizzatore di quella parte del peso del cane che si scarica sull'arto toracico. In visione la parte cervicale.

 

14) Muscolo infraspinato

 

Prende origine nella fossa infraspinata dalla spina della scapola e dalla fascia infraspinata. I suoi fasci terminano in un tendine che si inserisce sulla faccia media della tuberosità omerale. La sua contrazione rinforza la capsula dell'articolazione scapolo omerale, stabilizzando l'articolazione della spalla.

 

15) Muscolo cleidocervicale

 

Il muscolo cleidocervicale fa parte del muscolo cleidocefalico che a sua volta costituisce la parte craniale del muscolo brachiocefalico.

 

16) Muscolo dentato ventrale del collo

 

Appartiene ai muscoli della regione cervicale/dorsale. E' un muscolo piatto che mette in comunicazione le vertebre con il torace ed è in continuità con il muscolo dentato ventrale del torace. E' detto "dentato" per la sua conformazione che presenta numerose digitazioni o dentellature che prendono origine sui processi traversi delle vertebre.

 

17) Muscolo sopraspinato

 

Muscolo molto importante per la deambulazione perché tiene in sede scapolare l'omero. Coadiuva il muscolo deltoide nel movimento dell'arto anteriore.

 

18) Muscolo massetere

 

Il massetere è uno dei muscoli masticatori. E' inserito da un lato sull'arcata zigomatica e dall'altro sulla faccia esterna della mandibola. Consente l'innalzamento della mandibola favorendo la masticazione. Le sue azioni principali sono il sollevamento e la protrusione della mandibola. Il muscolo massetere è innervato dal ramo del nervo mandibolare tramite il ramo masseterino (nervo trigemino).

 

19) Muscolo omotrasversario

 

Fa parte dei muscoli superficiali laterali del collo. Si estende dalla superficie della spalla fino all'atlante. L'origine dell'omotrasversario prende attacco sulla spina scapolare, mentre il tendine dell'estremità opposta termina sull'ala dell'atlante. Non è innervato dal plesso brachiale come gli altri muscoli adiacenti.

 

20) Parte scapolare del muscolo deltoide

 

Il muscolo deltoide ricopre esternamente la parte laterale dell'articolazione della spalla. Il muscolo deltoide è il più potente abduttore dell'omero. E' innervato dal nervo ascellare. In visione la parte scapolare.

 

21) Capo lungo del muscolo tricipite brachiale

 

Il muscolo tricipite brachiale appartiene ai muscoli del braccio. Il capo lungo origina con fascitendinei dal margine caudale della scapola. la terminazione avviene mediante fasci tendinei sull'olecrano. In vicinanza della scapola, la superficie laterale del muscolo mostra un'impronta per i muscoli deltoide e piccolo rotondo con i quali è in stretto rapporto. La sua funzione è quella di estendere l'articolazione del gomito.

 

22) Capo laterale del muscolo tricipite brachiale

 

Tale muscolo nasce dall'omero vicino al tubercolo del muscolo grande rotondo e termina sulla faccia mediale dell'olecrano. Estende l'articolazione del glomito. In visione il capo laterale.

 

23) Muscolo estensore radiale del carpo (estensore anteriore del metacarpo)

Lungo muscolo che si trova sulla faccia anteriore dell'avambraccio a fianco del muscolo estensore delle falangi. Origina dal condilo omerale, decorre lungo l'avambraccio e si inserisce sui metacarpi II° e III°. La sua azione provoca l'estensione e l'abduzione della zampa.

 

24) Muscolo brachiale

Muscolo che origina dalla metà distale della faccia anteriore dell'omero. E' un muscolo monoarticolare che con la sua azione flette l'avambraccio in collaborazione con il brachioradiale. In effetti, nell'articolazione del gomito, il brachiale agisce come elemento di movimento e il brachioradiale, inserendosi distalmente sul radio rispetto all'articolazione, svolge il ruolo importante di elemento stabilizzante.

 

25) Parte acromiale del muscolo deltoide

Il muscolo deltoide ricopre esternamente la parte laterale dell'articolazione della spalla. Il muscolo deltoide è il più potente abduttore dell'omero. E' innervato dal nervo ascellare.

 

26) Muscolo cleidobrachiale

E' parte costituente il muscolo brachiocefalico. L'intersezione clavicolare (vestigio della clavicola), situata davanti alla punta della spalla, suddivide il muscolo brachiocefalico in due parti: muscolo cleidobrachiale e muscolo cleidocefalico.

 

27) Manubrio dello sterno

Parte anterocaudale dello sterno ove prendono inserzione alcuni muscoli.

 

28) Muscolo sternooccipitale

Il muscolo sternooccipitale è un muscolo della regione posterolaterale del collo che origina, come dice il nome stesso, dallo sterno (manubrio) e si inserisce con un tendine a livello della linea nucale. Estende, flette, inclina lateralmente e ruota dal lato opposto la colonna cervicale e la testa. E' innervato dal nervo accessorio e dai nervi cervicali C2 e C3.

 

29) Muscolo sternoioideo

Appartiene ai muscoli della regione cervicale ventrale (muscoli sottoioidei). E' un piccolo muscolo nastriforme che prende origine sullo sterno e termina sul margine inferiore dell'osso ioide. La sua funzione contrattile permette l'abbassamento dell'osso ioide.

 

30) Vena giugulare esterna

La vena giugulare esterna decorre superficialmentenel collo in adiacenza della trachea. Nel suo tratto distale riceve alcuni affluenti quali la soprascapolare, la giugulare anteriore e la trasversa del collo. Nella maggior parte dei casi è presente anche un ramo anastomotico con la vena giugulare interna.

 

31) Muscolo sternooccipitale

Il muscolo sternooccipitale è un muscolo della regione posterolaterale del collo che origina, come dice il nome stesso, dallo sterno (manubrio) e si inserisce con un tendine a livello della linea nucale. Estende, flette, inclina lateralmente e ruota dal lato opposto la colonna cervicale e la testa. E' innervato dal nervo accessorio e dai nervi cervicali C2 e C3.

 

32) Muscolo estensore comune delle dita

E' un muscolo posto nella parte laterale dell'avambraccio i cui tendini di inserzione vanno alle ultime quattro dita provocandone l'estensione. E' un muscolo superficiale che origina dall'epicondilo dell'omero. A metà dell'avambraccio si divide in fasci. I tendini si inseriscono sulla faccia dorsale della prima falange (o falange prossimale). La sua funzione principale è quella di estendere ed allargare le dita (escluso il primo dito). Questo si nota bene nell'atto di stiramento del cane. E' il muscolo più efficiente nella flessione dorsale della zampa e partecipa, inoltre, all'abduzione ulnare. In visione la parte brachiale.