DESCRIZIONE

CLASSIFICAZIONE FCI

 

Gruppo 2:

 

Cani di tipo Pinscher e Schnauzer, Molossoidi e cani da montagna e Bovari Svizzeri.

 

Sezione 2.1:

 

Molossoidi, tipo Dogue (Senza prova di lavoro).

 

 

ASPETTO GENERALE

 

Molossoide di tipo normale, mesomorfo, con arti lunghi; senza essere un gigante, ma la sua buona taglia rimane mediamente tra le proporzioni ricercate. Di aspetto armonioso; è robusto grazie alla sua possente muscolatura che traspare sotto una pelle solida ed elastica e fermamente applicata al corpo grazie a tessuti sottocutanei non troppo lassi. La sua andatura è calma, ma ferma; è intelligente e le sue reazioni rapide e pronte sottolineano il suo fondo di carattere gioioso. È fedele e affettuoso; il suo colore bianco è rimarchevole; le sue attitudini fisiche ne fanno un vero atleta.

 

 

PROPORZIONI IMPORTANTI

 

Essendo un cane di proporzioni medie, nessuno dei suoi tratti si allontana dal quadro generale che è armonioso e ben equilibrato. La sua testa è ugualmente di proporzioni medie e la lunghezza del muso è identica a quella del cranio. La lunghezza scapolo- ischiale supera del 10% l'altezza al garrese.

 

 

COMPORTAMENTO/CARATTERE

 

Gioioso, franco, amabile, non difficile, abbaia poco essendo ben conscio della sua forza. Non deve mai essere aggressivo, tratto del carattere che deve essere severamente sorvegliato. La sua disposizione naturale dominatrice, specialmente marcata nei maschi, lo porta ad essere sempre in lotta per il territorio con i cani dello stesso sesso. A caccia è scaltro e silenzioso, coraggioso e molto agguerrito.

 

 

TESTA

 

Proporzioni medie, la testa dà un'impressione di forza e potenza, senza angoli bruschi né fini cesellature. La linea inferiore è leggermente concavo-convessa: per la sporgenza dei muscoli delle mascelle e la nuca, il profilo della regione craniale è convesso e la canna nasale è leggermente concava. La forte muscolatura e donna un aspetto arcuato all'attacco della testa sul collo.

Regione craniale: massiccio, convesso in senso antero-posteriore e trasversale. Arcate zigomatiche prominenti, che formano una larga fossa temporale che permette uno sviluppo marcato del muscolo temporale. La protuberanza occipitale è evidenziata dall'importante sviluppo dei muscoli della nuca. Protuberanza frontale leggermente marcata, che si trova nel punto di transizione fra la leggera concavità del muso e la convessità del cranio. Vista di profilo, è ben definita grazie alla provenienza delle arcate sopracciliari.

Regione facciale: della stessa lunghezza del cranio.

Tartufo: nero con narici bene aperte. Leggermente inclinato in avanti vista la leggera concavità della canna nasale. Vista di profilo, la delimitazione anteriore del tartufo è dritta e perpendicolare in rapporto al bordo anteriore del mascellare può tuttavia essere collocata più avanti di quest'ultimo.

Muso: possente, un po' più lungo che alto, ben sviluppato in larghezza, venne sviluppato in larghezza. Le facce laterali sono leggermente convergenti. La canna nasale è leggermente concava, una caratteristica pressoché esclusiva del Dogo Argentino.

Labbra: moderatamente spesse, corte e ben applicate. I bordi delle labbra sono di preferenza pigmentati di nero.

Mascelle/denti: mascelle forti e ben tese, senza prognatismo superiore né inferiore. Le branche della mandibola convergono leggermente e regolarmente. La forza di presa delle mascelle è massima. I denti sono grandi, ben sviluppati, la regolarmente allineati, fermamente impiantati, di un bianco immacolato e senza carie. Si ricerca una dentatura completa. La regolarità delle arcate dentarie è di importanza primordiale. Chiusura a tenaglia, chiusura a forbice ammessa.

Guance: larghe, leggermente appiattite, senza pieghe, senza rigonfiamenti; ricoperte di pelle spessa.

Occhi: di colore bruno scuro a nocciola, protetti da palpebre i cui bordi sono di preferenza pigmentati di nero, senza che una depigmentazione parziale sia considerata difetto penalizzabile. Ben separati. In forma di mandorla, sono collocati ad altezza media. Nell'insieme la loro espressione è attenta e vivace, ma può talvolta diventare dura e implacabile, specialmente nei maschi.

Orecchie: attaccate alte sulla testa, sono ben separate l'una dall'altra dalla larghezza del cranio. Vista la funzione del cane dalla sua origine, dovrebbero essere tagliate e portate dritte, di forma triangolare e di una lunghezza che non dovrebbe superare il 50 per 100 della lunghezza del bordo anteriore del padiglione dell'orecchio naturale. Se non sono state tagliate, sono di lunghezza media, larghe, spesse, piatte e arrotondate alle loro estremità. Il pelo è un pelo più corto del resto del corpo. Possono presentare piccole macchie che non sono penalizzabili. L'orecchio naturale è portato cadente e ben applicato contro la parte posteriore delle guance. Quando il cane presta attenzione, possono essere portate semi rialzate.

 

 

COLLO

 

Di lunghezza media, forte e diritto, con una buona muscolatura, presenta di profilo una linea superiore leggermente fulva. La forma è a tronco di cono. Al suo attacco con la testa, la muscolatura forma una curva che nasconde tutte le protuberanze ossee di questa regione. Si unisce armoniosamente al torace formando una larga incollatura. È coperto da una pelle elastica e spessa che può scivolare liberamente sui tessuti sottostanti che sono un poco più lassi che nel resto del corpo. Il sottogola presenta leggere pliche non prominenti e liscie.

 

 

CORPO

 

La lunghezza del corpo, misurata dalla punta della spalla, alla punta della natica, supera di circa il 10% l'altezza al garrese.
Linea superiore: orizzontale. Il garrese e la punta dell' anca sono alla stessa altezza e sono i due punti più rialzati.
Garrese: largo e ben pronunciato.

 

 

DORSO

 

Largo e forte, con un imponente sviluppo muscolare che dà origine a una leggera inclinazione in direzione della regione lombare.

Regione lombare: solida e dissimulata dallo sviluppo della muscolatura lombare che forma un gonfiamento mediano lungo la colonna vertebrale. È un poco più corta del dorso e risale leggermente verso la groppa. Lo sviluppo muscolare nell'insieme delle regioni che formano la linea inferiore disegna un profilo che potrebbe sembrare un pò infossato, ma si tratta di una falsa impressione, e lo sviluppo completo della muscolatura dorsale e vertebrale nel cane adulto provoca lo stesso effetto.

 

 

GROPPA

 

Di lunghezza media, larga e muscolosa; le punte dell'anca e la tuberosità dell'ischio sono appena visibili. La sua larghezza è uguale o poco al di sotto della gabbia toracica. Forma in rapporto all'orizzontale un angolo di circa 30 gradi, cosa che determina un dorso lievemente in pendenza fino all'attacco della coda.

 

 

PETTO

 

Largo e ben disceso; la punta dello sterno si trova alla stessa altezza della punta della spalla (articolazione scapolo omerale) e la linea inferiore del torace è a livello dei gomiti. Il petto è ampio per lasciare spazio ai polmoni. Costole lunghe, moderatamente cinturate che raggiungono lo sterno a livello della linea del gomito.

 

 

VENTRE

 

Un poco elevato in rapporto alla linea inferiore del torace, ma mai levriero; forte; i muscoli dei fianchi e del ventre presentano lo stesso buon tono.

 

 

CODA

 

Attaccata ad altezza media, forma un angolo di 45 gradi con la linea del dorso. A sciabola, spessa e lunga, raggiunge il garretto senza superarlo. A riposo, è naturalmente cadente. In azione, è portata un poco più in alto della linea del dorso, e si muove continuamente da destra a sinistra. Al trotto, è portata alla stessa altezza o un poco più in alto.

 

 

ARTI

 

Arti anteriori: nell'insieme, presentano un complesso muscolare e osseo fermo e solido ben proporzionato alla taglia del soggetto. Visti di fronte e di profilo, gli arti sono dritti e paralleli.

Spalle: alte e ben proporzionate. Sono molto forti con una buona muscolatura in rilievo, ma senza esagerazione. La scapola forma un angolo di 45 gradi con l'orizzontale.

Braccio: di lunghezza media e ben proporzionato nell'insieme. È forte, dotato di un'importante muscolatura, forma un angolo di 45 gradi con l'orizzontale.

Gomiti: robusti, ricoperti di una pelle più spessa ed elastica che non forma né pieghe né rughe. Piazzate naturalmente contro la parete toracica a cui sembrano appartenere.

Avambracci: della stessa lunghezza del braccio e verticali; ossa robuste e dritte, muscolatura ben sviluppata.

Carpo: largo, collocato nella prolunga dell'avambraccio, privo di escrescenze ossee o di pliche cutanee.

Metacarpo: leggermente appiattito, dotato di una buona ossatura, presenta un angolo di 70-75 gradi con l'orizzontale.

Piedi anteriori: arrotondati, con dita corte, solide e ben serrate. Cuscinetti duri e carnosi ricoperti di pelle nera e rugosa al tocco.

Arti Posteriori:Le angolazioni sono medie. Nel loro insieme, i posteriori sono forti, solidi e paralleli; danno l'impressione della grande potenza che la loro funzione esige, dovendo i membri posteriori fornire una spinta sufficiente e determinare lo slancio tipico del cane.

Coscia: di lunghezza ben proporzionata all'insieme e forte con muscoli visibili molto sviluppati. L'articolazione dell' anca forma un angolo di circa 100 gradi.

Grassella: situata sullo stesso asse di tutto l'arto. L'angolo femoro- tibiale è di circa 110 gradi.

Gambe: leggermente più corte della coscia, prolungano il buono sviluppo muscolare dell'arto.

Articolazione del gomito e garretto: l'insieme tarso metatarso è corto, forte e fermo; assicura la forza di propulsione al retrotreno. L'articolazione del garretto è ferma e forma un angolo di circa 140 gradi; la punta del garretto è ben visibile. Il garretto è solido, pressoché cilindrico, e forma un angolo di 90 gradi con l'orizzontale. Se vi sono speroni, devono essere eliminati.

Piedi posteriori: simili ai piedi anteriori; sono un poco più piccoli e più larghi, della stessa conformazione.

 

 

ANDATURE

 

Agili e franche. Quando l'interesse del cane è risvegliato, l'andatura cambia notevolmente di carattere; si rialza e le reazioni diventano rapidi, cosa che è tipica della razza. Il passo è calmo; il trotto è allungato con una buona estensione degli anteriori e una forte spinta dei posteriori; al galoppo, il cane dispiega tutta la sua energia e sviluppa tutta la sua potenza. Le tracce dei quattro piedi sono parallele. I cani con ambio non sono ammessi; questa andatura è considerata un difetto grave.

 

 

PELLE

 

Omogenea, piuttosto espressa, ma liscia ed elastica. Ben applicata al corpo, è piuttosto mobile grazie alla struttura semi lassa del sotto cute; non forma pieghe notevoli, tranne che nella regione del collo, dove i tessuti sottocutanei sono più lassi. Deve essere il meno possibile pigmentata, anche se con il passare degli anni la pigmentazione aumenta. Sono preferiti i soggetti che presentano bordi delle mucose labiali e palpebrali pigmentati di nero.

 

 

MANTO

 

Pelo: uniformemente corto, liscio e dolce al tocco, di uno lunghezza approssimativa di 1, 5 o 2 cm. La sua densità e il suo spessore variano a seconda del clima. Sotto un clima tropicale, il pelo, più sottile e grado, lascia trasparire le regioni pigmentate, cosa che non è motivo di penalizzazione. Sotto un clima freddo, il pelo è più espresso e denso; la presenza di sotto pelo è allora possibile.

Colore: Bianco puro. Attorno agli occhi si accetta una macchia nera o di colore scuro; questa macchia non deve superare il 10% della testa. Fra soggetti di qualità uguale, il giudice dovrà sempre optare per quello che ha il bianco più puro.

 

 

TAGLIA

 

Maschi: da 62 a 68 cm
Femmine: da 60 a 65 cm

 

 

DIFETTI

 

Ogni scarto da quanto sopra deve essere considerato un difetto da penalizzare in funzione della sua gravità, sviluppo osseo e muscolare insufficiente (debolezza).
Tartufo non sufficientemente pigmentato.
Labbra cadenti.
Denti piccoli, male sviluppati o cariati. Dentatura incompleta.
Occhi troppo chiari. entropion o ectropion.
Petto incurvato o carenato.
Costole piatte.
Angolazione eccessiva degli arti posteriori.
Garretto troppo lungo.
Andature atipiche.
Eccessiva pigmentazione della pelle nei soggetti giovani.
Nervosità, squilibri nervosi.

Difetti eliminatori:
Tartufo depigmentato.
Prognatismo superiore o inferiore.
Occhi blu o di colore diverso (eterocromia).
Sordità.
Pelo lungo.
Più di una macchia di colore sulla testa. Macchie di colore sul corpo.
Taglia inferiore a 60 cm e superiore a 68 cm.
Aggressività.

N.B. I maschi devono avere i testicoli di aspetto normale completamente discesi nello scroto.

Carattere

Coraggio, equilibrio e intelligenza sono le caratteristi principali del carattere del Dogo argentino, che lo portano ad avere certezza dei propri mezzi e di conseguenza sicurezza.in se stesso. Per questo, ogni azione del Dogo Argentino non è mai spropositata ma sempre adatta alla circostanza nella quale si trova. L'intelligenza di questo cane lo porta a valutare attentamente ogni suo intervento e a modificare il comportamento in base alle persone che ha di fianco: tenero, affettuoso ma anche vigile e guardingo se la persona che ha di fianco è una donna, irruento e giocherellone se è vicino al padrone. La diffidenza verso gli estranei è, invece, parte fondamentale del carattere di questo cane, diffidenza che non deve essere scambiata per insicurezza, che è, al contrario, un difetto molto grave. Un Dogo insicuro non ci potrà mai dare garanzie di equilibrio!

 

Il carattere del Dogo è particolare e non trova somiglianze in altre razze, un Dogo non farà mai nulla solo per compiacere il padrone. Ho sempre affermato che per me non è un cane da " terra-resta". Con questa razza bisogna sempre essere 5 minuti avanti a quello che potrà pensare altrimenti la coabitazione con lui potrebbe rivelarsi movimentata. E' per questo che si ama questa razza: sono cani che ti fanno sentire "vivo", riescono ad unire una dolcezza infinita ad una tempra/coraggio enorme. Un Dogo non è mai "banalmente" un cane!

 

Direi che potrebbe essere un compagno di vita praticamente perfetto se selezionato/allevato e cresciuto in modo corretto. Il proliferare di cucciolate fatte senza un minimo di cognizione di causa, la mancanza di conoscenza di quelle che sono le patologie più gravi che falcidiano questa razza, la carenza nella "selezione" dei futuri proprietari, un numero sempre maggiore di "allevatori" inventati che hanno fatto del Dogo Argentino un cane di "moda", hanno portato questa razza più volte agli onori della cronaca. Un' attenta selezione comporta l'esclusione (come riportato nello standard di razza) dei soggetti con un aggressività idiopatica ( senza causa), gli stalloni e le fattrici devono essere immuni da quelle che sono le problematiche maggiori di questa razza: la sordità e le patologie cardiache, delle quali nessuno parla, forse per vergogna, ma l'omertà non fa bene alla razza! Una buona selezione, inoltre, comporta anche un attento vaglio dei futuri proprietari dei cani e quindi , a volte, è necessario dire "No, tu non sei adatto ad avere un Dogo".

 

Sulle predisposizioni del Dogo Argentino, si discute molto. C'è chi sostiene che, per mantenere vivo il suo antico carattere lo si debba necessariamente "usare" per andare a caccia. C'è chi invece sostiene, come noi, che in un contesto sociale/geografico/storico come il nostro, così diverso rispetto a quello nel quale è nato il Dogo Argentino, la naturale evoluzione di questa razza debba essere favorita. Per questo motivo, pur mantenendo quelle che sono le caratteristiche di questa razza (coraggio, equilibrio e intelligenza), certi "spigoli" caratteriali possono e devono essere "limati" in modo da poter garantire un futuro vissuto in un contesto sociale familiare, dimenticando un passato fatto di lotte e atti cruenti!

Storia

La storia di questa razza è relativamente recente è originaria della provincia di Cordoba, situata al centro della regione mediterranea della Repubblica Argentina. Fu creata dal Dott. Antonio Nores Martinez, un medico membro di una antica famiglia locale. Nel 1928, per passione verso i cani, forse anche per tradizione di famiglia, fissò in uno standard l'aspetto caratteristico di questa nuova razza, che egli chiamò Dogo Argentino. All'inizio, egli incrociò metodicamente diversi cani di razza pura con l'antico cane da combattimento di Cordoba,Perro de Pelea Cordobés, un cane forte e vigoroso, ma di carattere ancora instabile e geneticamente mal definito. Questa razza locale, prodotto di incrocio fra i Mastiff, i Bulldog e i Bull-Terriers era molto apprezzata tra gli amanti dei combattimenti di cani; in questa epoca, questi combattimenti erano popolari fra tutte le classi sociali. Grazie ad una selezione severa e minuziosi studi di carattere, il Dott. Nores Martinez ottenne lo scopo che si era prefissato ottenendo una prima famiglia (Famiglia Araucana). Questa è la prima delle tre famiglie del Dogo Argentino. Lo scopo era quello di creare un cane invincibile nel combattimento tra cani, con tutte le qualità del Perro de Pelea Cordobés(meticcio ottenuto dall' incrocio tra molossi inglesi, iberici e germanici). Questo va a discapito di tutte le teorie che sostengono che il Dogo Argentino è nato come cane da "Caza Mayor". Troppo pesanti, con un olfatto mediocre e troppo aggressivi rispetto ai loro simili, i soggetti della (Famiglia Araucana) non erano adatti alla caccia, tanto meno alla caccia in branco. Ma il dottor Nores Martinez era un cacciatore appassionato, per questo motivo, decise di introdurre il Pointer. Grazie a questa razza, la testa del Dogo Argentino assunse la caratteristica che lo hanno reso unico: profilo della regione cranica convesso (testa tipica dei cani da presa) e muso leggermente concavo, tipico dei cani da caccia . I soggetti di questa nuova razza diedero dimostrazione di una tale attitudine per la caccia che divennero presto il centro di interesse dei patiti di Caza Mayor (Famiglia Guaranì). Ma non era ancora sufficiente, con la collaborazione del Fratello Agustìn, Antonio selezionò la terza e ultima famiglia, (Famiglia del Chubut), (nome derivante da una provincia Argentina), viene aumentata la taglia del Dogo Argentino immettendo il Gran Danese, il Mastino dei Pirenei e il Levriero Irlandese (Irish Wolfhound). La sua forza, la sua tenacia, il suo odorato molto fine e il suo coraggio lo designano come migliore tra i cani da caccia al cinghiale, al pecari, al puma e agli altri predatori che infestano le vaste e diverse regioni del territorio argentino. Il suo equilibrio armonioso e la sua muscolatura atletica lo rendono atto a sopportare lunghe marce in tutte le condizioni atmosferiche e a sostenere duri combattimenti con la preda che ha cacciato. Le caratteristiche di questa nuova razza erano; una stazza maggiore, una grande agilità e tenacia nella lotta, col coraggio di arrivare fino alla morte e infine l'insensibilità al dolore, tipica del Bull Terrier. Ovviamente non c'era grande omogeneità in questi soggetti, che presentavano taglie e forme più disparate. Il traguardo non era ormai molto distante: ottenere "un cane di notevole omogeneità razziale e costanza genetica". Antonio Nores Martinez inizia così il lungo lavoro di selezione, eliminando i difetti e consolidando i pregi. Alla dodicesima generazione finalmente ottiene una cucciolata omogenea che viene confermata definitivamente alla generazione successiva. Annotò su un registro i vari incroci eseguiti e grazie a questa sua meticolosità, è possibile ricostruire in modo dettagliato tutte le fasi del lavoro che portò alla creazione del Dogo Argentino. Il 21 maggio 1964 il Dogo Argentino è stato riconosciuto dalla Società Cinofila Argentina. Il 31 luglio 1973, grazie agli sforzi infaticabili del Dott. Agostino Nores Martinez, fratello del creatore della razza, il Dogo Agentino è stato accettato dalla Federazione Cinofila Internazionale (FCI) come prima e unica razza argentina e fu pubblicato il primo standard ufficiale.